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I farmaci equivalenti e/o generici
Il Titolo non è casuale. I farmaci generici sono sempre equivalenti, ma un farmaco equivalente può non essere un generico, ma un clone.
Mi spiego:
un farmaco nasce dalla ricerca. La ricerca può essere fatta da un ente pubblico quale l' università, che è sovvenzionata dallo stato ( sempre meno purtroppo, siamo il fanalino di coda...) o dai privati; oppure venderà i risultati dei suoi studi all' industria. Anche l'industria chimica o farmaceutica può avere un suo centro studi, dal quale un bel giorno viene sintetizzata una nuova molecola chimica dotata di una qualche azione curativa. La sostanza viene studiata in laboratorio e sperimentata , in genere prima sugli animali il cui metabolismo è più simile a quello umano, tipicamente i ratti, successivamente in clinica su volontari e quindi su pazienti consezienti. Se tutto va bene e la molecola risponde con la miglior efficacia ed il minor numero di effetti collaterali possibili si ha la nascita di una SPECIALITA'. L' industria che l'ha creata la brevetta con un proprio nome di fantasia e la pone in commercio con un prezzo che copra gli investimenti sostenuti per la sua realizzazione e crei guadagno. I brevetti non hanno durata eterna, ma stabilita in un massimo di 10 , 15 o 20 anni a seconda della legislazione vigente in ogni nazione. Durante la durata del brevetto l' industria XY può decidere di commercializzare il proprio farmaco per proprio conto, o accordarsi con un' altra industria XZ vendendole una licenza per la produzione di un farmaco CLONE del proprio, che ha lo stesso prezzo è la stessa identica composizione. Il clone è una specialità equivalente, ma non un generico, del farmaco brevettato; è la fotocopia della specialità originaria.
Scaduta la licenza la molecola diventa liberamente sintetizzabile è il farmaco può essere fabbricato da ogni industria farmaceutica che ne abbia i mezzi; si ha la nascita del GENERICO EQUIVALENTE di quel medicinale. Fate attenzione: mentre il clone era la fotocopia della specialità originaria con identico principio attivo, identico processo di fabbricazione (non è raro che lo stesso farmaco esca con nomi diversi dalla stessa officina farmaceutica), stessi eccipienti, il farmaco equivalente ha lo stesso principio attivo, ma possono variare gli eccipienti. L' importante è che il farmaco conservi la stessa BIODISPONIBILITA', cioè si distribuisca nel nostro organismo con tempi e modalità simili al farmaco brevettato in origine. Se più soggetti possono fabbricare lo stesso farmaco (che in ogni caso deve superare i controlli del ministero) si metteranno in concorrenza fra di loro abbassando i prezzi, compreso la ditta che ha inventato per prima il farmaco, se non vuole uscire fuori mercato. Le officine che producono i principi attivi dei generici sono nella quasi totalità le stesse che li producono per i medicinali "di marca". Basti sapere che quasi l' 80% dei principi attivi viene fabbricato in India.
Nella stragrande maggioranza dei casi la differenza fra generico equivalente e specialità originaria, se mai vi fosse, non è avvertibile, ma in ristretto numero di casi può avvertirsi una leggera differenza, ( tipica in alcuni antidolorifici, quale un ritardo d'azione, una minore durata della stessa ecc.). Si possono verificare intolleranze quando il paziente è allergico a qualcuno degli eccipienti del medicinale generico , (tipico il caso del lattosio). In questo caso basta chiedere al farmacista di cercare un generico privo dell'eccipiente incriminato. In un' altra piccola percentuale di risposta negativa del farmaco generico gioca sicuramente un suo ruolo il cosiddetto “EFFETTO NOCEBO”, (contrario del placebo): basta che la scatola alla quale siamo abituati cambi colore che il medicinale non risponda più; capita anche con quelle medicine non generiche alle quali viene rinnovata la veste grafica della scatole; il paziente torna chiedendo se abbiamo sbagliato - “perchè poi, sà Dottor Mundula... non mi sembra che mi abbia fatto lo stesso effetto delle altre volte...” .
In conclusione: Il medicinale Equivalente generico è un perfetto sostituto dell' originale. L'avvento dei medicinali equivalenti è stato un toccasana prima di tutto per le casse dello stato,. La cosa non risulti indifferente: stavamo rischiando seriamente il collasso delle Servizio Sanitario Nazionale o quantomeno un drastico ridimensionamento del numero di medicinali mutuabili. Il generico è diventato di conseguenza anche un salvagente per le nostre tasche, soprattuto per coloro che devono comprare i medicinali con i propri soldi e che ora hanno la possibilità di scegliere fra l'originale o un suo equivalente con un prezzo inferiore.
Se poi uno è fissato che gli fa bene solo quella scatoletta... che paghi il suo vizio !